Ho avuto il privilegio, per buona parte della mia carriera, di avere come guida una persona ed un maestro incommensurabile: l’ing Akira Koudate di cui, in queste settimane, ricorre il secondo anniversario della scomparsa.


Ho avuto il privilegio, per buona parte della mia carriera, di avere come guida una persona ed un maestro incommensurabile: l’ing Akira Koudate di cui, in queste settimane, ricorre il secondo anniversario della scomparsa.
Veniamo da un periodo di “euforia tecnologica” in cui sembrava che l’innovazione digitale potesse rappresentare la panacea di tutti i mali.
In questi giorni di pandemia e telelavoro ci siamo resi conto che ci sono ancora tante cose da migliorare (es. banda larga) e tante opportunità da cogliere (es. le app per il monitoraggio dei contagi).
Però le molte esperienze di questi giorni hanno reso drammaticamente evidente l’importanza dei processi.
Se osserviamo gli approcci alla Digital Transformation che oggi vanno per la maggiore, possiamo notare come siano due quelli più gettonati:
Fa parte del “sentire comune” ritenere, quello del Capo Turno, una ruolo chiave della fabbrica.
Chiedete a chiunque abbia rivestito una posizione di responsabilità all’interno delle operations di una impresa manifatturiera cosa pensi di questa figura e vi sentirete dire cose come: “dal capo-turno dipendono i risultati”, “sono loro la spina dorsale del sistema produttivo”, “le cose avvengono solo se loro ci credono”, eccetera, eccetera …
A questo tipo di valutazioni, però, non sempre corrispondono scelte coerenti in termini di crescita e sviluppo.
La scorsa settimana si è tenuto a Venezia il TWI and Kata Summit Europeo. E’ stata una bella occasione per un incontro con un variegato universo di persone provenienti da tutto mondo (da Australia, Vietnam, USA, Germania, Svezia, Italia …) accomunate dalla volontà di confrontarsi su modalità ed esperienze nella diffusione di processi di miglioramento ma anche da un’ idea di fondo.
Le dinamiche del business sembrano sempre più convulse e frenetiche, sembra che nulla si possa pianificare e che la pura “reattività” sia l’unica forma di flessibilità.
Nonostante ciò, sempre più frequentemente, si osserva nascere nelle aziende il bisogno di organizzare i processi decisionali: target setting, target deployment, pianificazione, condivisione, comunicazione.
Anche quest’anno una due giorni da non perdere per confrontarsi con i best performers mondiali.
Manager, imprenditori e studiosi si danno appuntamento in luglio a Darmstadt per riflettere sulle storie Lean di successo e per indicare i percorsi del futuro in un convegno che quest’anno si preannuncia molto interessante.
I prossimi mesi saranno molto ricchi di eventi sportivi di rilevanza internazionale tra cui spicca l’evento sportivo planetario per eccellenza: l’Olimpiade
Volendo fare un confronto tra le varie discipline sportive (in particolare dell’atletica) ci è venuto spontaneo chiederci a quale assomiglia di più la sfida della “Lean Transformation”.